(6×33)
Il lavoro nobilita l’uomo?
Raramente. Molto raramente.
Perché ci nobilitiamo – come esseri umani – solo nella nostra libera espressione creativa.
Dovunque esista un compito o uno scopo che non sia prefissato da noi, non vi è crescita.
Vi è adattamento alle aspettative ed agli scopi altrui o di un “mercato”.
E in questo – non si può negare – c’è lo sviluppo di enormi capacità e talenti.
Ma, che se non vengono orientati verso un proprio intento personale,
non ci portano a progredire come “anime”.
In questo mondo costruito sul debito e – di conseguenza – intorno al lavoro come “oggetto di culto”, non c’è più “tempo nostro”.
Che è il tempio del nostro “Zero”,
che è la casa della nostra creatività.
Ricominciamo dal “tempo nostro”,
riconquistandolo piano piano,
metro per metro.
Con intelligenza, saggezza e determinazione.
E vediamo dove ci porta.
